Il ritorno del brontosauro

Il ritorno del brontosauro

Quando abbiamo  provato a rompere il ghiaccio, così per carburare un po’, mi sono presentato come  “un brontosauro”. Il più  vecchio di tutti, il sessantino  (quasi, eh?) della sessantina, il corsista che le sue corse aveva  iniziato  a farle 37 anni fa; buona parte dei colleghi di corso e di corsa  non  era ancora  nata. Ed oggi  sono  loro  ad  insegnare  qualcosa  a me;  per osmosi, se non  altro. Con uno  scricchiolio di ossa e tendini il brontosauro arranca pestando la tastiera a ritmo pop, biascicando imprecazioni anche  irripetibili mentre il cuore  batte al ricordo dei beati anni on the road, quelli della penna e del taccuino. Navigare necesse, cantava un cantante (giustamente…) ,alternativo -che -più – non -si- può ,dei tempi miei. E navighiamo alla ricerca  del mystero dei template , puntando sempre a qualcosa in-plug. O plug-in. Insieme si scherza e si afferrano le idee  al volo, e sta’ a vedere che quel che chiamano  brainstorming  alla fine qualcosa la produce…Ci integriamo, ragazzi miei? Forse funziona. Beh,del resto  nella narrativa statunitense contemporanea  è  così, quindi poche  storie.  Il momento più  bello resta però  quello in cui un docente ,specialista di Seo e di tanto altro, pronuncia la parola ”influenzatori”. E non “influencer. Ma allora  non tutto  è  perduto,  c’è  ancora spazio  per la lingua madre, il web non  ci ha globalizzato ! Il cuore si allarga,contento  del contentino. Ma, inutile nasconderlo,  il guizzo arriva quando si scende dal cloud  e si comincia  a parlare  di finanziamenti : in due  o tre giurano di aver visto le mie pupille trasformarsi  nel simbolo $, come Paperone.  Piattaforma? Pronta, slogan e tutto. Ma adesso in testa comincia a frullare anche qualche  altra  idea.  Giovini  amici, siete stati  fantastici. Adesso parliamo  di affari?

Claudio Gabaldi

 

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